B&B  ROMANTICA  VENEZIA

B&BLOG

 

 

MENU

HOME

DOVE SIAMO

LE CAMERE

I PREZZI

CONTATTACI

 

TUTTO SU VENEZIA

STORIA

ITINERARI

CURIOSITÀ

LA CUCINA

EVENTI

SUGGERIMENTI

LINKS

 

 

 

 

 

 

 

 

A CHE SERVE UN BLOG QUI?

    A un sacco di cose. Innanzitutto a creare un ponte fra le persone. Perché dietro ad ogni iniziativa c'è sempre qualcuno che ha un volto, una voce, una storia.  Qualcuno che da qualche parte è pur venuto, e da qualche altra parte sta cercando di andare.
   Perché la gente va nei Bed and Breakfast? Non solo per risparmiare, ma anche perché attraverso questa via vuole ritrovare la dimensione in cui il proprio modo di essere e di rapportarsi col mondo esterno sono liberi,  quel qualcosa che nessun albergo per quanto bello e lussuoso potrà mai dare: il rapporto umano diretto.

   Sfogliando il B&BLOG entrerete nella mia casa ancor prima di vederla, potrete fare un giro virtuale non solo fra le stanze ma nel tempo, perché ogni casa ha una storia e quindi un'anima. Chi "sente" avvertirà le energie che la caratterizzano.  Perché il B&B ROMANTICA VENEZIA non è solo un insieme di camere finalizzate alla ricettività turistica, è CASA nel senso più intimo e profondo del termine, un luogo di armonia dove ognuno si sentirà perfettamente a proprio agio.  Sfogliando il B&BLOG conoscerete chi vi aprirà la porta il giorno del vostro arrivo, cosicché quando ci incontreremo troverete qualcuno che già conoscete.

   A me consentirà di trasmettervi cose che diversamente non avrei mai saputo comunicarvi, a voi di accrescere il grado di confidenza col luogo dove state per trascorrere una (sia pur piccolissima) parte della vostra vita.  E' il primo "benvenuto" che voglio darvi.

    Grazie a chi deciderà di essere mio gradito ospite

    Giorgio

                                                                           

   

 

 

BUON COMPLEANNO, BìBì!

Fine settembre 2009
Mi chiamo Giorgio e sono il capitano del vapore ... E' passato un anno da quando questa barchetta ha preso il largo ... Come dice la pubblicità di quell'amaro ... "avevamo lavorato per mesi, ma alla fine ce l'avevamo fatta" ...
   L'avventura era iniziata ai primi di marzo 2008. Nei precedenti 50 anni l'appartamento era stato occupato dai miei suoceri ... avete presente una casa dove non si butta mai via niente e quasi tutto si ripara col nastro adesivo?.... Beh, questo è quello che mi sono trovato davanti quando ho deciso di imbarcarmi per questa avventura ...
   La prima scelta è stata quella se mantenere la personalità della casa o se cambiare tutto.
   I pavimenti erano del tipico e nostranissimo "terrazzo veneziano", un po' anneriti dal tempo ma pieni di storia e romanticismo. Le porte in legno come si facevano nell'edilizia popolare degli anni 50. Sarebbe stato un delitto coprire i primi con un parquet funzionale ma asettico e sostituire le seconde con delle modernissime ma anonime porte lucide e squadrate ... (però devo dire che ci avevo pensato ... )

   Raschietto, paglietta, carta vetrata, mordenti, cere e olio paglierino, e tanto, tantissimo olio di gomito .... ed ecco il miracolo, la casa torna a vivere e respirare ... Piano piano il nero se ne va, torna il profumo dei muri rinnovati e della biancheria nuova e fresca di bucato ... Vengono messi a norma l'impianto elettrico e quello sanitario con una ecologicissima caldaia a condensazione dell'ultima generazione e caloriferi surdimensionati per il massimo rendimento termico.
 


   Dal ciclone si salvano i cristalli di Boemia, una vetrina, un enorme armadio IAG, due armadi arte (molto) povera con specchio, una bellissima Necchi a pedale, e alcune vedute veneziane realizzate a ricamo da nonna Maria ...
   Come danzatori di una quadriglia, al comando del maestro di danza tutto cambia posto e trova nuova collocazione e vita, e ogni stanza assume una nuova personalità ...
 


   La chiamavamo la "stanza degli orrori" ... i miei suoceri ci tenevano tre armadi, un enorme scaffale, 3 frigoriferi vecchi, un tavolo di marmo e un'infinità di scatoloni, di sacchi e sacchetti. Quando non sapevano dove mettere qualcosa che non volevano buttare la mettevano lì ... Lei ci teneva i vestiti vecchi, i modelli ritagliati dal Burda, e tanti ritagli di stoffa, era la sarta di famiglia. Lui ci teneva gli attrezzi (che puntualmente non trovava mai nel momento del bisogno), le canne da pesca, e una valanga di conchiglie di cui era appassionato (ancora ce n'è in soffitta ...). Tante volte io, mia moglie Daina e mio figlio Daniele ci eravamo proposti per fare un po' di ordine. Impossibile. "Quando non ci saremo più farete quello che vorrete" rispondeva mia suocera. E cosi è stato.
   Oggi la stanza degli orrori è diventata la "White Room", o camera 1, dà a nord, verso un cortile interno. E' la più fresca e tranquilla. Grandi poster di Venezia e delle ville palladiane alle pareti. Ma il poster più bello è tratto da una mia foto del 2007, lavoravo alla realizzazione del DVD professionale di Alina Mertic, una straordinaria artista di strada che avevo conosciuto due anni prima a Venezia. Nessuno sa far danzare un burattino come sa fare lei. Incanta bambini e adulti con un mix di virtuosismo e di dolcezza che ti resta dentro l'anima per sempre. Potete non crederci, ma a Ferrara ho visto una donna piangere di commozione ...



   La "Yellow Room", detta anche camera 2, era stata la stanza di Daina, la mia bellissima moglie mancata nel 2002. L'avevo conosciuta a casa di Silvano, un amico di scuola divenuto poi la chitarra solista degli Uragani, avevamo undici anni ...
   Me ne ero subito innamorato ... e come avrei potuto non esserlo? lei era un'ariete esplosiva, argento vivo, intelligenza vivacissima, fisicamente molto appariscente, io l'opposto (ehi, non ho detto che io ero stupido ) ... A 16 anni mi sono dichiarato, e da quel momento non ci siamo più lasciati. Era il 19 dicembre, la nostra data magica. Sei anni dopo, nello stesso giorno, ci sposavamo.

IO E DAINA AI NOSTRI TEMPI MIGLIORI


   Alla sera, spesso dopo nove ore di scuola (facevo l'Istituto Tecnico per diventare perito industriale), andavo a trovarla e amoreggiavamo in silenzio mentre i suoi guardavano la televisione nella stanza accanto. Qui ascoltavamo la musica dei miei 45 giri, Bandiera Gialla di Arbore e Boncompagni, e Radio Lussemburgo ... sì, avete indovinato: erano i favolosi anni 60 e il tempo era scandito dalle uscite dei nuovi LP di De André, regalo fisso di ogni Natale, ogni anno immortalati assieme ad una pila di pacchi e pacchetti incartati con infinito amore e cura maniacale ...
   Nella "Yellow Room" ci sono i miei ricordi più dolci, e tra le pareti risuona ancora un riso gaio.
   Alle pareti, quadri e acquarelli della collezione personale della pittrice veneziana Marina Grigoletto. La stessa che con infinita pazienza ha restaurato i due armadi arte povera che io da sempre invece sognavo di buttare dalla finestra prima che qualcuno mi dicesse "ma sei pazzo?"... Uno di questi armadi, che sono perfettamente uguali, arreda ora questa camera, piccola, ma dotata di un bel balcone pieno di sole.
In condizioni normali è la mia camera privata.
 


   Poche cose esprimono meglio il concetto di modernariato di un vero e originale armadio IAG degli anni 70 ... Ve li ricordate i mobili in teak comunemente chiamati "svedesi" così di moda in quegli anni? Immaginereste che oggi sono ricercatissimi dai collezionisti? Beh, io sono il felicissimo possessore di un armadio IAG a 5 ante (e svariati altri pezzi) ... Mentre due di queste ante impreziosiscono ora la White Room, le altre tre sono rimaste al loro posto in quella che oggi è la "Violet Room". Restaurati e in perfetto stato di conservazione, si sposano alla perfezione con lo stile dell'epoca, facendo da icona a quella filosofia "no frills" cui si ispira tutta l'impostazione della struttura.
   Pur di linee "svedesi" gli armadi IAG sono venezianissimi anche di origine. Ormai pochi ricordano che I.A.G. è l'acronimo di "Industrie Armadi Guardaroba", una spa fondata in quegli anni dal venezianissimo Bon, una sorta di "Ikea ante litteram" ... infatti questi mobili si vendevano in scatola di montaggio.
   La Violet Room, detta anche "la 3", è la camera più grande, ha tre posti letto e possibilità di un quarto. Anche qui quadri della Grigoletto e varie vedute veneziane, ricamate in data imprecisata da nonna Maria, detta anche "la nonnetta" per via del metro e mezzo scarso di statura ...
   Camera molto luminosa per la grande finestra a sud e l'enorme specchio con cornice d'oro che prende metà della parete che le sta in faccia, e dotata di un silenziosissimo impianto di aria condizionata.
   Anche qui, come nelle altre camere, domina l'intramontabile romanticismo dei letti in ferro.
   In questa stanza hanno dormito e vissuto per 50 anni i miei suoceri, Francesco (che noi chiamavamo affettuosamente Frane, alla croata) e Ivanka, che lui aveva aveva conosciuto ad Abbazia ai tempi in cui l'Istria era ancora Italia (nonno Salvatore e nonna Maria, infatti, originari di Salerno, lavoravano entrambi alle Poste di Rovigno, sua città natale).

NONNA MARIA E NONNO SALVATORE, FOTO DATABILE ATTORNO AL 1925


   Francesco era un uomo di una generosità straordinaria, sempre pronto a privarsi di qualcosa per darla al suo prossimo. Infatti non è morto ricco ... Più bello di Errol Flynn (lo vedete qui nella sua tessera di partigiano del 1945)

 ariete estroversissimo, alto e occhi azzurri, gli stessi che ora ha mio figlio Daniele, scorpione dal fascino tenebroso (così dicono le donne ... io invece lo chiamo un po' diversamente ... ), oggi creatore di raffinata bigiotteria in vetro di Murano.
   Mia suocera, origini croate, capricorno, era una donna rigida e precisa come un tedesco, e viveva in simbiosi con la casa, un po' come la lumaca e il suo guscio. La dimostrazione anche qui che ad attrarsi non sono i simili ma gli opposti, proprio per un'esigenza di compensazione. Litigavano su tutto ma erano uniti in modo inossidabile. Mia suocera è sempre stata il mio miglior alleato in famiglia.
 


   Ed eccoci in cucina, dove il calore del pavimento in terrazzo veneziano policromo ben si sposa con quello del secondo armadio arte povera con specchio, che l'aggiunta di tre ripiani e la rivestitura interna in carta decorata con gigli di Firenze ha trasformato in una deliziosa credenzina.
   La vetrina recuperata dal "salotto" (tale era diventata la stanza di Daina dopo che ci eravamo sposati) è l'unico pezzo "moderno" della casa, contiene la cambusa e il router WiFi, mentre al posto delle conchiglie di Francesco ora mostra i suoi cristalli di Boemia e un piccolo campionario delle creazioni in vetro di Daniele.
   Un piccolo scrittoio originale IAG, coperto da una tovaglia stile contadino, ospita il necessario per le colazioni.
   Una piccola libreria in filo d'acciaio cromato ospita invece tutte le guide e depliants che un umano potrebbe desiderare, compreso quelle in cinese, giapponese e arabo, e i biglietti da visita dei ristoranti consigliati.
   La doppia porta che separava la cucina dal cucinino è sparita e il trompe-l'oeil realizzato da Marina sopra il telaio compie il miracolo di trasformare quello che era un grosso problema estetico in un gradevolissimo effetto architettonico.
   Sempre della stessa sono i due grandi quadri che danno calore alle pareti.
   Un fornetto a microonde e un forno a gas per chi alla mattina mangia solo torte fatte in casa (ogni allusione è puramente casuale ... ) completano, con frigo e lavello, l'attrezzatura.
 


   Nel corridoio, sullo stesso splendido terrazzato veneziano degli altri vani, dove c'era la vecchia stufa a gas (e prima ancora una gloriosa Warm Morning a carbone che è ancora in soffitta, se la volete ve la vendo però ve la portate giù voi) adesso c'è la vecchia Necchi a pedale che Ivanka usava per cucire. Perfettamente funzionante, dentro ci sono ancora aghi e fili.
  Anche qui poster del carnevale veneziano e delle rappresentazioni operistiche dei Musici Veneziani, ad avvolgere l'ospite fin da subito nell'atmosfera di una venezianità senza tempo. A proposito ... sto cercando una maschera veneziana di quelle belle, piene di merletti e passamaneria, ma, accidenti, costano una fortuna! Qualcuno me ne vuole regalare una? giuro che gli faccio una targa sotto! 



   Veniamo alla domanda più frequente dei miei ospiti ... "come mai questa idea di fare un bed and breakfast?"
   In effetti la decisione è stata tutt'altro che casuale ed ha riferimenti ben precisi nel tempo e nello spazio.
   Siete curiosi di saperlo anche voi?... Beh, a grande richiesta, ve lo racconto...
   Correva l'anno di grazia 2004 e un'amica con cui spesso insieme alla figlia condividevo gioiose scorribande, e che per semplicità qui chiameremo Frida,  mi propose Praga come mèta. A Praga c'ero già stato e ci tornavo quindi volentierissimo, ma il giorno prima della partenza Frida disse: "ho cambiato idea, andiamo in Bretagna".

    Francamente,  tutto quello che sapevo della Bretagna era che stava a sinistra della Normandia, il Plat Pays di Jacques Brel (... avec un ciel si gris qu'il faut lui pardonner ... ricordate? No?!? ma quando siete nati, nel 1980???) e nell'immaginario non mi aspettavo una cosa molto diversa. Beata ignoranza!... Mai cambiamento di programma fu cosi provvido di esperienze del corpo e dello spirito.  Ora potrei parlarvi delle foreste della Broceliande, della fonte di Merlino, del faro e dei gabbiani di Pointe du Raz, dell'Ile de Brehat, della bellezza di Paimpol, Dinard e Dinan, delle case a graticcio e delle spiagge di minuscoli sassolini trasparenti ...

ma la lista è più lunga della saga dei Forsyte e rischierei di perdermi, vi dico solo non fate l'errore di morire dopo aver visto Napoli ... non si può morire senza aver visto anche la Bretagna! Per due settimane l'abbiamo girata in lungo e in largo sempre facendo sosta nelle numerosissime Chambres d'Hotes (cosi si chiamano i B&B in Francia) che una preziosissima guida, recuperata in loco, minuziosamente listava e descriveva con foto e caratteristiche. Scoperta entusiasmante. Prezzi alla nostra portata, camere spesso incantevoli in edifici spesso storici, colazioni da sballo. Lì ho cominciato ad amare questo tipo di soluzione ricettiva che ti permetteva di girare il mondo sentendoti sempre come a casa.

   Quando uno dopo l'altro i suoceri vennero  a mancare, Marina, che aveva ben due amiche che gestivano Bed and Breakfast,  mi disse "Ma perché non fai un B&B anche tu?"  Mi portò in uno di questi, il B&B Alle Rondini, appena fuori Mestre, dove Nicla, la gentilissima proprietaria, mi spiegò come funzionava il discorso.  Da quel momento, memore anche dell'esperienza avuta in Bretagna, non  ho più avuto dubbi su cosa fare, avrei creato anche io qualcosa di unico e speciale.
    Rimaneva da decidere il nome, doveva essere qualcosa che racchiudesse tutto quello che avevo in mente. Cosi ho fatto una lunga lista di nomi e ho chiesto dei pareri. Che non ho seguito.  Il primo della lista, e primo ad essere pensato, B&B ROMANTICA VENEZIA, aveva vinto la selezione. Ancor oggi, di quella scelta, ne sono ogni giorno più felice.

 

   Il 1° ottobre il B&B Romantica Venezia compie 1 anno ... Auguri creaturina mia!  Cento di questi giorni!
   Gli ospiti in arrivo quel giorno, Katerina dalla Repubblica Ceca, e Gabriela dal lontano Brazil, ancora non lo sanno, ma troveranno una torta con la candelina e un trattamento da regine.
   Spesso i clienti mi lasciano sul tavolo un biglietto di ringraziamenti. Non ho mai conosciuto in un anno un ospite che sia andato via men che soddisfatto. Questi biglietti, spesso di lodi sperticate, mi danno un piacere senza limiti, e li conservo gelosamente.
   Il mio segreto è molto semplice: io AMO i miei ospiti, me li coccolo, sono al loro completo servizio, devono sentirsi meglio che a casa. E tutti rimangono increduli di fronte alla pulizia della struttura (in effetti per questo sarei un tantino maniaco ... ). La verità è che la qualità di un B&B è anche funzione della qualità dei suoi ospiti, che, in un contesto quale quello che qui trovano, danno il meglio di sè a vantaggio di tutti.
   Ci sono tanti modi per fare le cose, ma io le so fare in un modo solo: con passione. E questo risponde a qualsiasi domanda.
 


    Ho detto tutto? mmmmh ... Solitamente nei titoli di coda si ringraziano sponsor e tecnici del suono, elettricisti e trovaroba, allora diamo a Cesare quello che è di Cesare ... Innanzitutto Marina che per pura passione ha dedicato moltissime ore non solo a restaurare armadi, infissi e pavimenti, senza di lei non ce l'avrei mai fatta. Poi l'elettricista, Pietro, che a prezzi decisamente bassi mi ha messo a norma tutti gli impianti, installato l'aria condizionata, ed è sempre pronto in caso di necessità. E mi ha pure fatto credito! Grande Pietro! E' l'idraulico elettricista che tutti vorremmo conoscere (ehi, se vi serve il numero, non sono mica geloso!)
   Grazie anche a Frida, che  mi ha dato diversi suggerimenti aiutandomi anche nella scelta di alcuni accessori.  E grazie infine a Viktor e Anatolj, che hanno condiviso con me alcuni dei lavori più pesanti.


That's all volks!... At least for now.


 

 

 

 

 

 

 


 

   Piano piano anche questo secondo anno di attività sta per concludersi mentre io ne sono ogni giorno di più affascinato. Affascinato perché il conoscere continuamente persone interessanti come i viaggiatori mi arricchisce spiritualmente ed emotivamente. Quando è il mondo che ti viene in casa, è come essere sempre in viaggio, ma senza muoversi. E ognuno dei miei ospiti mi lascia qualcosa di sè per cui rimane unico nella memoria. Charlie e Gail dal Sudafrica, Lisandra dalle Azzorre, Cecilia (Cee per gli amici) dallo Zhejiang, Szilvia dall'Ungheria, non sono stati solo delle presenze, sono degli affetti che si mantengono nel tempo, fanno parte di me.
   Sono ogni giorno a chiedermi cosa potrei fare di più, di meglio e di più bello per i miei ospiti ... Dopo che un'artista di San Pietroburgo mi ha regalato un suo quadro su Venezia ho pensato di farla tornare qui per affrescarmi le pareti di una stanza ... In realtà il quadro avuto in dono avrei dovuto appenderlo in uno spazio comune ma era cosi bello che me lo sono messo nella MIA camera da letto e me lo godo come poche cose nella mia vita.
   Ecco, vorrei fare affrescare ogni camera da un'artista diversa ... ne verrebbe fuori un B&B da mille e una notte ...
   Riuscirò a realizzare questo sogno? Non lo so ... ma la mia vita è costellata di sogni divenuti realtà, perché non dovrebbe riuscirmi anche questa volta?

 

IRINA VASILJEVA - MASCHERA A VENEZIA

 

---------------------------------------------------------

 

2016

   E' passato qualche anno... è arrivato facebook, twitter, pinterest, instagram, la tassa di soggiorno, gli emigranti, i kamikaze e tante altre cose che hanno cambiato noi e il mondo...

Con non molta perseveranza e continuità mi trovate qui: https://www.facebook.com/BB.ROMANTICA.VENEZIA

 

 

 

BUON COMPLEANNO, BìBì

C'E' DEL MARCIO IN DANIMARCA

 

Il "B&B ROMANTICA VENEZIA" aderisce al BB-DAY del 2015

 

BED AND BREAKFAST VENEZIA   Copyright © dal 2008 B&B Romantica Venezia - Tutti i diritti riservati
Via Sernaglia 33   -  30171 VENEZIA MESTRE   -   ITALIA

 

 

E' un mondo difficile
E vita intensa
Felicita' a momenti
E futuro incerto